lunedì 19 novembre 2007

Work in progress


Strada strada e ancora strada.
Susie Lee scivola via che è una bellezza.

Al momento in Alice Springs, nel bel mezzo del deserto, nonchè del continente.
All'attivo, dalla partenza di CAirns, circa 4800km.
Sto organizzando foto e racconto della prima parte.
Inutile quindi aggiungere altro, se non to be continued....
See ya soon brothers.



Cadono le stelle sul tramonto australe.

venerdì 2 novembre 2007

When the dogs are lookin' for their bones




SAlutanz, o brothers and sisters.
Da molto tempo non scrivo, negli ultimi 3 mesi e piu' solo 2 volte.
Non per mancanza di volonta', pigrizia o perche' l'interesse sia venuto meno.
Niente di tutto cio'.
Semplicemente perche' non c'e' stata occasione.
Vogliano i vostri volti non prestarsi ad amari ed amareggiati sorrisi, ma con il qui presente voglio scusarmi con tutti quelli a cui non ho potuto rispondere in questi mesi, che siano commenti lasciati su questo mio spazio,mancate visite in quello di altri, email non risposte, messaggi(arrivati e non)a cui non ho risposto, indipendentemente dal fatto che vengano da principesse o meno.
Son qui da oltre otto mesi, ma la sensazione resta sempre quella: sembra di essere appena arrivati.
Sara' che lontano da casa ancora forte e' il profumo di novita', sara' che in viaggio tutto e' all'ordine del giorno e par di dimenticar del cosa significhi l'espressione routine, sara' che questa nuova dimensione assorbe sempre piu' energia, sara' che il tempo, quello si, passa davvero in fretta.
Questi ultimi tempi son stati carichi di intensita', a tratti troppa, pari alla velocita' con cui sono trascorsi.
Diverse assai fra loro le situazioni che si sono avvicendate.
E diversi dovrebbero essere i momenti per raccontare,ma non sara' in questa occasione.
E se le cose fino ad ora son andate cosi,probabilmente peggioreranno da qui in avanti.
MA andiamo con ordine, dacche' una piccola premessa mi sembra necessaria.
DA un po' di tempo sono a CAirns, centro turistico di fama mondiale, questo per via della grande barriera corallina situata giusto in fronte che attira a milioni fra professionisti e novizi dell'immersione da ogni parte del globo.
Io son arrivato qui con l'idea di fermarmi giusto un paio di settimane, ma poi le cose, chiaramente, son cambiate.
HO preso una stanza in una casa con altre tre ragazze, ho fatto il pizzaiolo per tre giorni, (poi il locale e' fallito, giusto mentre il propietario si calava la 157esima birra quotidiana); infine, ho iniziato a lavorare per una compagnia di quelle che noleggia auto, una delle maggiori.
Teoricamente addetto al lavaggio, ma in realta' al volante per oltre meta' della giornata, a scarrozzare macchine e macchinoni fra la citta' e l'aereoporto, e il resto del tempo al lavaggio, a cianciare con altri backpackers francesi e tedeschi sulle nostre storie, sul come vanno le cose in Europa, sul come brucia forte nel cuore transalpino il ricordo di Materazzi e dell'ultimo mondiale. E la cosa non mi e' pesata affatto, anzi.
E visto che c'era la possibilita', c'ho dato pure dentro.
Mi son fatto un po il mazzo, come si suol dire, raggiungendo un apice di 85 ore lavorate in una settimana e una media che si manteneva comunque costante sul 70-75.
Ho lavorato per 36 giorni su 40.
E quando la sera tornavo a casa, fra tizio, caio e sempronio, c'era sempre qualcuno o qualcosa da fare, fosse anche una schitarrata, 4 birre e disoneste a piacere.
Ho finito 2 giorni fa, poi ieri barca-oceano-sole-muta-bombole e giu', mi son immerso un paio di volte e la sensazione e' rimasta quella provata qualche mese addietro alle Whitsundays, e cioe' che sott'acqua si sta molto meglio che fuori.
Ci tornero' , la prossima volta pero' con tutta l'intenzione di approfondire l'argomento.
UN brevetto mi sembra il minimo a questo punto.
TEmpo al tempo.
Domani riparto, e come accennavo prima, se fino ad ora ho scritto poco, beh.., credo che avro' ancor meno occasioni nelle prossime settimane; mi aspetta un viaggio di circa 10-11000 km, domani alla volta di DArwin, nei territori del nord,3000 km a nord ovest e poi in giu', a tagliare, traversando il continente da nord a Sud attraverso il deserto fino a Melbourne, per poi risalire fino a Sydney entro il 5 dicembre, il tempo di prelevare lu frati all'aereoporto, un fraterno abbraccio , e via di nuovo in viaggio.
Tutto questo imprevisti permettendo, la strada e' tanta, rovente e carica di insidie.
Susie Lee, per quanto fino ad ora sia stata affidabilissima potrebbe accusare il colpo , e cio' significa che se questo dovesse accadere, non sara' l'unica ad uscirne provata.
Provero' ad aggiornare, non dovessi riuscerci abbiate pazienza,(no network per migliaia di km nel deserto...Dio lo benedica, ma per quanto ancora???) e scusatemi, una volta di piu', se non riusciro' a rispondere a vari messaggi, email e quant altro nemmeno in questa occasione.
Ma ancora diversa gente da salutare, bagagli da preparare, macchina da caricare e forse, a malapena il tempo per chiudere la serata con una schitarrata, 4 birre e disoneste a piacere.
MA non credo.
Piu che da fine serata, questa volta suona piu' come da inizio viaggio.
SEE ya on the road bro', i'm gonna break my rusty cage....
and run.

lunedì 24 settembre 2007

My radio plays metamphetamine blues




If this isn't what you see
It doesn't make you blind
If this doesn't make you feel
It doesn't mean you ve died
Where the rivers high
Where the rivers high
If you don't want to be seen
You don't have to hide
If you don't want to believe
You don't have to try
To feel alive


UN tempo zona di frontiera.
Ad oggi avamposto.
Morirono a centinaia durante la colonizzazione bianca.

Le vittime tutte aborigene.


VAgabondo per un mese e mezzo.
Susie Lee il mio letto.
Firmamenti stellati e foresta tropicale la mia stanza.
HO trascorso parecchio tempo in posti remoti senza possibilita' di connessione.
E molto spesso neanche presenza umana.
Solo presenza animale.
Una chitarra.
UN fuoco acceso.
E BLues a go'go'.
Viscerali.
Lancinanti.
To feel alive.


NOn ho molto da dire all'esterno, troppo preso ad ascoltarmi dentro.
Posto qualche foto, possano parlare per me.



Wild thing, you make my heart sing.


CArpet phyton in mezzo alla strada, 2,5-3 metri.


CArpet phyton.



COn KArl.



SOmewhere near Cooktown


LA natura e' tempio.
FOresta di simboli.
IL numero 8.
ADesso davanti.
Prima sulle spalle.
Mi mancano Hank e i miei compagni.


COn DAvid HAsselhoff, l'Aragusta nazionale ed Ercolino.



NOthing



MOssman, in the forest

Mossman, near the gorge.


UNo dei pochi posti al mondo dove la foresta tropicale si incontra col mare,CApe TRibulation.


CApe Tribulation.


CApe Tribulation



CApe tribulation, crocodiles habitat.




CArpet phyton


MAgnetic island



MAgnetic Island


WAllaman falls, 274 metri, le piu' alte d'Australia.


Koala, magnetic island.

LE affinita' fra lo Struzziero locale e quello nostrano, sorprendentemente sono, ancorche' estetiche, soprattutto intellettive.

mercoledì 15 agosto 2007

Let me drown into the ocean.




Navigai l'oceano e in esso scoprii profondita' sconosciute.
Alzai lo sguardo, ancora ed ancora, e vidi la terra nella sua rotondita'; se ad ostacolar la vista nulla si pone, semplicemente ad occhio nudo se ne puo' cogliere l'effetto, che curva e' questa superficie.


Il Coral Trekker, giovane all'apparenza ma di classe 1939.


La mia permanenza a bordo del Coral Trekker duro' poco meno di un mese.
UN arco di tempo limitato, ma per emozioni e sensazioni vissute, di un'intensita' impetuosa.
Mai mi era successo prima di allora di essere in balia di capovolgimenti emozionali nell'arco della stessa giornata , continuamente, per diverse settimane.
Ogni giorno.
Vissuto appieno.
Da albe straordinarie, esultava di gaudio il cuore nella quiete che attraversa il chiarore crescente.
Dell'opulento astro, quando allo zenith, perdita dei sensi, conforto e calore, unzione solare.
Provai a specchiarmici, mi immersi in esso.
Lo fronteggiai, votivo, ed ebbi la sensazione di non lanciare ombra.
Arroganza, presunzione.
Sia benedetto.
DEl tramonto, intimo e intimista, momento di introspezione, pensieri passati presenti e futuri da contenere, incapace per asincronie ritmiche, temporali.
Morire d'amore, ogni sera, che il tempo passa , scivola via, non lo si puo' fermare.
Raccolgliersi in se stessi, riflessivi, che troppo se n'e' sprecato.
Oh, se ci pensai, a come dove quando, perche'.
E mentre vi ragionavo e cercavo di capire,che straordinario era lo stato interiore per dedicarcisi, venivo distratto continuamente dal suo moto simil gravitazionale e gli urlai nella mia testa di fermarsi, di smetterla, mi ci scagliai contro, di aspettare che ancora non sapevo, non avevo capito, che mi serviva piu' tempo.
"Abbi un po' di compassione, per Dio!".
Pensai a quello che disse il filosofo un tempo: "che cosa sarebbe la tua gioia se non avessi coloro a cui risplendere?"
Ma lui irrefrenabile, sordo, di corsa a nascondersi dietro le tende blu degli abissi.








Drinkin' to the moon






DElle notti passate a rigenerarsi, novello fegato di Prometeo, perdendosi a mirar e rimirar le stelle.
E alle fantasie vissute mentre percorrevo a piedi la via lattea, mai cosi chiara, mai cosi lucente.
A quante vite ho vissuto ogni notte sotto quel firmamento frutto di architettura divina, cartapestacei spilli luminosi conficcati in un manto di nero velluto, milioni di milioni.
Venere ad aprire le danze, in alto a sinistra del sole calato in gran fretta e le altre dame, nelle loro vesti stellari , in progressione geometrica a ritagliarsi un posto nel cuore della notte.


Venere, in alto a sinistra del sole fuggito in gran fretta.


E alle sensazioni che provai quando mi immersi per la prima volta, io squalofobico nel mediterraneo,ora in mezzo all'oceano.
Una volta una passeggera chiese al Capitano:" MA non ci sono squali qui, vero?"
E lui, calmo, placido, tranquillo, forse un po' imbarazzato per la poco acuta domanda:" questo e' l'Oceano, e' dove essi vivono."
Rabbrividii.
Ma pensai che per esorcizzare definitivamente questa paura, l'avrei dovuta affrontare.
E cosi quando mi chiesero se volevo immergermi, non persi l'occasione.
Sbrigai il mio lavoro di mozzo, mentre i passeggeri iniziavano a tornare a bordo.
Scesi la scaletta, guardai il fondale.
Nuotai velocissimo verso il gommone che riportava a bordo i passeggeri stanchi dell'immersione.
Mi disse Nick "good onion", canadese, stai qui tu, io porto indietro gli altri e vengo a prenderti fra un po'.
Lo vedevo allontanarsi e la scia alle sue spalle, che piano piano si perdeva nelle acque d'intorno, mentre il mio cuore iniziava a battere a ritmi insostenibili.
Mi girai su me stesso come una trottola, impanicato, guardavo in ogni direzione.
Terrore.
Poi ci pensai.
Ormai sono qui.
Inspirai profondamente per un tempo che mi sembro' infinito e poi andai giu'.





E scoprii il mondo che c'e' di sotto.
Lo stupore, la meraviglia della scoperta.
La serenita' in mezzo a tutti quei pesci, a quanti colori e quanta vita sulle rocce, sul fondale, su ogni cosa.
Conobbi Elvis, ci giocai per un pezzo e mi scordai di tutto il resto.
Che niente aveva piu' importanza, nessun pensiero, nessuna preoccupazione.


Con Elvis

Riuscivo a malapena a ricordarmi di respirare, e fanculo a Spielberg e al mostro che aveva creato, mi lanciavo a tutta velocita' la', dove il mare diventava sempre piu' blu e profondo.
Sarei rimasto la per non so quanto, ed ogni volta non era mai abbastanza.Di nuovo a bordo.Di nuovo sul ponte. Eppure tante, troppe volte, in uno di quei momenti di sconforto e amarezza dettati dal sole calante, pensai di indossare muta, maschera e togliere il disturbo per un po'.
O togliersi dal disturbo.
Punti di vista?
Non lo so, non mi interessava.
Senza dire niente a nessuno, nessun messaggio, nessuna chiamata, nessuna cartolina.
Un po' di tempo per me solo, da dedicare a quello che c'e' sotto.
Tanto fuori quanto dentro.
Ma quel tuffo non l'ho mai fatto.


Eli"da gringo loco", the Guilty, Ian"the captain" and Nick" good onion"



Ho abbracciato forte i miei compagni di viaggio, che sono stati e sono buoni amici , e che forse non rivedro' mai piu', ho ricevuto il mio diploma nautico, che probabilmente non mi servira' mai ad un cazzo,ma non si sa mai, e ho rimesso i piedi a terra, che Susie Lee doveva essere portata a far vedere, e di gran fretta.

Il Coral trekker riprese il largo.
Mi pianse il cuore.
Una volta di piu'.
E manco a dirlo, ripensai a "la sotto", ad Elvis e a m'importanasega, la tartaruga, e a tutto quanto c'e' da scoprire, laggiu', nelle profondita' oceaniche.
E provare a vedere com'e' e a come ci si sente, a passare una stagione negli abissi.

Ma sara' per un'altra volta.

Sia lode.



Il coral trekker scompare all'orizzonte.Di nuovo coi piedi in terra.Di nuovo in marcia.

venerdì 3 agosto 2007

Work in progress


Whitehaven beach, posto piu' unico che raro.

Come detto nel post precedente mi sono imbarcato sul Coral Trekker e navigo l'oceano sulle rotte che furono del capitano Cook.
Torno a terra per 20 ore ogni 7 giorni.
E son a bordo da gia' due settimane.
Apprendo rudimenti di navigazione, esploro la barriera corallina, mostro il medio agli squali e spesso scendo a terra a correre sulla spiaggia di Whiteheaven, top five mondiale.
IL falso Ulisse e' sulla giusta rotta.
Buone vacanze a voi tutti, che le mie sono fantastiche.
See ya guys

domenica 22 luglio 2007

Summer on a solitary beach



Pure morning

Passammo l'estate su una spiaggia solitaria

e ci arrivava l'eco di un cinema all'aperto

e sulla spiaggia un caldo tropicale

dal mare.....


Salute a voi tutti brothers and sisters.
Lungo tempo e' passato dal mio ultimo breve messaggio ed io, in preda ad un vorticoso susseguirsi di eventi, trovo a malapena il tempo di scendere a terra per comprare le sigarette che e' di gia' tempo di riprendere il largo.
Nel blu dipinto di blu.
Ma andiamo con ordine e facciamo un passo indietro.
Torniamo, cronologicamente parlando, al tempo in cui solevo raccogliere broccoli in quel di Gatton.
Gatton del cazzo.
Anzi no, un piccolo passo indietro ancora.



Pescatori all'alba

Come sapete, piu' di tre mesi fa lasciai Sydney in compagnia della superba Susie Lee e di quello scavezzacollo di Andreanord.
Abbiamo girato in lungo e in largo sulla costa est fino ad arrivare a Brisbane, dove ci siamo fermati per parecchie settimane, incrociando il nostro cammino con quello dei ragazzi del Bowen Terrace backpackers accomodation, ribattezzato immediatamente casa Italia, dove abbiam fatto un po' come cazzo ci pareva.
Venne finalmente il tempo di lasciar Brisbane, ma oltre alla citta', decidemmo di lasciarci anche io ed il giulivo Andreanord.
Le nostre strade, incrociatesi casualmente qualche mese prima, si snodavano ora in direzioni opposte.
Io, destinato alle farms, unico modo per ottenere l'estensione del visto per un ulteriore anno, in cambio di tre mesi di lavoro in qualita' di bracciante; lui invece, dopo i tre giorni di raccolta mele in quel di Stanthorpe, di farm non ne voleva piu' sapere.
E per questo non lo biasimo e non lo biasimai, che come gia' detto in un precedente post, la terra e' davvero davvero pesante.
Passammo cinque o sei giorni di accesissime discussioni, ma alla fine trovammo una soluzione.
Cosi, rilevata Susie Lee, il mio futuro volgeva nuovamente ai ridenti filari.

Fraser Island:acque cristalline ed inaccessibili


Ridenti filari che trovai in quel di Gatton, trasportato dalla beautiful one e dai miei due nuovi compagni di viaggio, Denis e Filo, emiliani emancipati.
A Gatton ci passammo un mese, soffrendo il suo freddo tagliente, in modo particolare durante la notte(a Toowoomba, a soli 30 km, la temperatura raggiunse un bel di' i -17!) ed il primo mattino, aspettando l'alba, di gia' al lavoro nei campi, con le dita congelate ed una voglia sfrenata di mandare tutto affanculo.
Ma siccome il secondo visto e' una esigenza e non una formalita', sbrigai il duro lavoro.
AD aggravare la situazione, di per se praticamente insostenibile causa freddo, si mise anche il nostro fattore, il fuckin farmer Charlie.
Charlie e' sui 65 ed ha scoperto di non essere nato da un broccolo che era di gia' dodicenne.
Il proverbio "contadino cervello fino" fece, nel suo caso, un'eccezione.
La sua vita ruota ed e' sempre ruotata attorno al verde vegetale.
Del resto non gliene puo' fregar di meno.
Perche' Charlie e' un grosso figlio di puttana.
A lui interessano solo le enormi casse da riempire il piu' in fretta possibile, con broccoli della giusta dimensione, che , fatalita', cambiava di giorno in giorno.
E cosi, per 4 cazzo di settimane il suo buongiorno ogni mattino alle sei e' stato:

"se li raccogli troppo piccoli, non lavori piu'."

"se li raccogli con troppe foglie, non lavori piu'."

"quelli di ieri eran troppo verdi, they were fuchin ridiculous!@ e non lavori piu'!!"

"se ti becco un'altra volta a pisciare sui broccoli, non lavori piu'" ecc ecc...



Welby lake


Ma alla fine, giusto perche' Charlie e' un gran figlio di puttana e semianalfabeta, riuscii ad aver ragione sulla sua sfacciata sfrontatezza facendomi apporre firma e timbro sul modulo per l'estensione, lasciando candidamente in bianco lo spazio in cui inserire il periodo lavorato.Cio' significa che adesso posso fare un po' come mi pare, giocare sulle date a mio piacimento e proseguire il viaggio senza il bisogno di tornare in farm.Assolutamente soddisfatto e ampiamente appagato dallo scherzetto giocato al vecchio figlio di puttana, sentivo il bisogno di rilassarmi un po' e decisi, ordunque, di prendermi una strameritata vacanza.La destinazione prima era Fraser Island, la piu' grande isola di sabbia del mondo e, secondo la leggenda, pare vi sia al suo interno piu' sabbia di tutta quella contenuta dal deserto del Sahara.Ma io che il Sahara l'ho vissuto appieno, non mi sento di dar ragione alle voci e dicerie sentite a riguardo.Fatto sta che partimmo una mattina presto destinazione Harvey bay, 350 km a nord di Brisbane.Di fronte, la tanto ambita isola.

Nel frattempo il gruppetto di ragazzi con cui viaggiavo andava allargandosi, raggiungendo un apice di 8 persone, fra cui rientrava anche quello scavezzacollo, ma a cui voglio un gran bene, di Andreanord e la sua nuova fuoriserie:un cesso dell'83 giallo canarino.
Noleggiato un fuoristrada 9 posti, come quelli usati per fare i Camel Trophy e tre tende, salpammo per passare 4 giorni su Fraser.
Ora su Fraser non c'e' niente, ma solo sabbia, laghi meravigliosi e selvaggia foresta tropicale.




LE acque che la circondano sono tanto cristalline quanto inaccessibili, causa affollatissima e nutritissima presenza di squali tigre e di conseguenza, a voler fare un bagno si deve necessariamente ripiegare sulle dozzine e dozzine di laghi presenti sull'isola.
L'isola e' abbastanza grande , ma non tutta percorribile in fuoristrada poiche' le acque dell'oceano rientrano di parecchio, soprattutto con l'alta marea, e non lasciano strada a sufficienza per transitarvi.
Per il resto e' stato puro spettacolo, lanciati a 100 e passa all'ora sul bagnasciuga, oceano a destra e foresta a sinistra.








DAl promontorio chiamato Indian Head si poteva gustare appieno la bellezza di parte dell'isola, le sue spiagge sconfinate, la sua verde foresta, le sue acque cristalline ed i suoi abitanti, balene, delfini, mante ed i beneamati squali.
LA sera ci si accampava nella foresta, non al suo interno ma giusto a ridosso del mare, e nonostante sia assolutamente proibito, un paio di falo' ci tennero calore e compagnia durante le fredde e ventose nottate.






In piu' tenevano a debita distanza i Dingoes, che sebbene innocui, non erano proprio ben accetti.
La mattina mi ritrovavo spesso ad essere svegliato dal loro lamento e per ben due volte dal loro muso a cozzare sulla mia testa attraverso la tenda.
Ed uscire all'aperto e vederne cinque li fermi, seduti ad aspettarmi, in attesa di qualcosa da sgranocchiare...beh, ma manco due calzini in balla coi lupi va'!
LE giornate trascorrevano fra bagni rigeneranti, panorami mozzafiato e straordinarie imprese a bordo della Jeep, sfruttata a dovere improvvisando gincane e percorsi a tratti davvero difficoltosi.
Ma l'entusiasmo a bordo era davvero alle stelle, divertimento, a tratti apprensione, garantito.
Ma a parte un'occasione, non ci si e' mai arenati e tutto cio' grazie ad Andreanord, pilota dalle indubbie capacita'.
E cosi, dopo 4 giorni di tutto cio' a cui dovrei per onor di cronaca aggiungere tutta una serie di altre situazioni, fra cui spettacolari partite di calcetto su infinite distese di "terre emerse" rubate all'alta marea, giungeva il momento di tornare sul continente.
E da li proseguire ancora verso nord, che di freddo se n'era gia' avuto abbastanza.
Lungo il tragitto ci si e' lasciati andare a piu' di qualche strappo alle regole, dormendo in 8 in casette riservate per4, trafugandone asciugamani piumoni e quant altro potesse tornarci utile durante il proseguimento.
Una volta siamo stati anche beccati, e non ho di certo perso occasione per dar sfoggio delle mie indubbie qualita' diplomatiche risolvendo la situazione con un sorriso e promesse degne del gatto e la volpe.






E cosi ancora strada e strada e dopo un migliaio di km giungemmo ad Airlie Beach dove affittammo un caravan, sempre per 4 ma dormendoci in 8.
Una sera poi ci venne voglia di Barbecue, e visto che non ne avevamo uno a portata di mano, pensammo bene di approfittare della generosita' di un resort a cinque stelle, entrado quatti quatti(ma dove???) alla luce lunare ed utilizzando tutta la strumentazione necessaria per la riuscita di un pranzazzo luculliano.
CE ne andammo senza salutare, ma per ovvi motivi.






Lake Mackenzie


E cosi, a parte qualche bravata da teppistello in erba, mi ritrovai a girar per il porto di Airlie Beach, dacche', in qualita di falso Ulisse, cominciavo a sentir insostenibile questo viaggio senza l'ausilio di una barca.
E fra yatch, velieri e fuoriserie ormeggiati qua e la, venni rapito in particolare da una vecchia barca, un galeone in miniatura, di sicuro l'imbarcazione piu' anziana di tutto il porto.
Il suo nome era CORAL TREKKER, e di gia' alimentava in me fantasie degne del miglior pirata e ricche di spunti per un novello Omero.
DOvevo assolutamente salirvi a bordo, ma non di certo pagando il biglietto, di sicuro troppo caro per le mie esigue finanze.
Pensai che poteva essere una buona idea quella di imbarcarsi in qualita' di mozzo, per prender poi, in un paio di settimane, controllo della barca.
SEnza troppi scrupoli, mandai alla compagnia di quella che sentivo ormai essere la mia barca una email in cui spiegavo della mia esagerata conoscenza del mare e delle mie indubbie capacita' di pescatore, adducendo anni ed anni di esperienza nella pesca di totani e calamari nello Stretto di Messina.






TRascorse una notte e l'indomani mi ritrovai di nuovo al porto , gironzolando fra le numerose imbarcazioni e buttandomi di tanto in tanto qua e la a concedrmi un po' di relax.
ED in uno di questi momenti, la quiete fu interrotta da una telefonata, numero sconosciuto e sorpresa alle porte:" Sono il Capitano del Coral Trekker, sei tu che hai mandato una email?
Bene, salpiamo fra 20 minuti."
Giusto il tempo di correre al caravan, raccattare lo zaino e metter piede a bordo, destinazione Whitsundays e Grande barriera Corallina, sulla scia che fu del Capitano Cook.
IL viaggio continua, questa volta via mare, ed e' sempre piu' straordinario.
See ya soon BRo.



Picaro.